I VINI
Arrivare a Lanzarote dà subito una sensazione unica: il paesaggio è talmente surreale che, a tratti, sembra di essere su Marte. Lava nera, crateri e colate pietrificate dominano l’isola, soprattutto attraversando il Parco Nazionale di Timanfaya, nato da spettacolari eruzioni avvenute tra il 1730 e il 1736. Sotto la superficie, il calore dei vulcani è ancora presente.
Eppure proprio qui nasce uno dei vini più sorprendenti di tutta la Spagna: la Malvasía Volcánica.
La viticoltura di Lanzarote è un esempio straordinario di viticoltura eroica. Dopo le eruzioni, l’isola fu ricoperta da uno spesso strato di cenere vulcanica (picón). I contadini inventarono un sistema ingegnoso: scavare grandi conche nella cenere fino al terreno fertile e piantare lì le viti, proteggendole con piccoli muri semicircolari di pietra lavica dal vento fortissimo che soffia costantemente dall’Atlantico.
Il risultato è uno dei paesaggi viticoli più incredibili al mondo, soprattutto nella zona di La Geria, dove migliaia di conche nere protette da virgole di pietra disegnano un mosaico unico nel suo genere.
Durante il nostro breve, intenso viaggio, Francesca ed io abbiamo avuto il piacere di visitare e degustare i vini della Bodegas La Geria, dove siamo stati bene accolti da un collega sommelier che ci ha guidato tra vigneti e cantina con qualche assaggio di formaggio di capra.
Tra i vini più rappresentativi del produttore ci sono la Malvasía Volcánica Seco, bianco fresco e minerale, la Malvasía Volcánica Semidulce, bianco più aromatico e morbido, e il Tinto Tradicional, un rosso leggero, speziato e molto interessante, con un boquet di sapori e aromi che abbiamo riscontrato sconosciuti al nostro olfatto. Vini che raccontano bene il carattere vulcanico dell’isola.
Purtroppo non siamo riusciti a visitare la storica, forse un pizzico arrogante, Bodegas El Grifo, probabilmente la cantina più famosa dell’isola e una delle più antiche di Spagna. Il maltempo di quei giorni aveva riempito tutte le degustazioni guidate + la visita al museo del vino e quando abbiamo provato a prenotare erano già sold out. Un buon motivo per tornare.
A rendere Lanzarote ancora più speciale è anche il lavoro incredibilmente fatto da César Manrique, artista e architetto che durante la sua vita ha difeso l’identità dell’isola e il suo paesaggio vulcanico, progettando luoghi straordinari come i Jameos del Agua, la Cueva de los Verdes, il Mirador del Río e contribuendo a preservare l’armonia tra natura e architettura.
Oggi Lanzarote resta un luogo peculiare: un’isola battuta dal vento, con un paesaggio quasi lunare, anzi marziano, dove — contro ogni logica — la vite riesce a crescere nella cenere vulcanica e a dare vini, talvolta sorprendenti, che raccontano perfettamente questa terra estrema.